Il documentario sui sacerdoti cattolici in Irlanda, Stati Uniti e Brasile accusati di pedofilia è presto diventato uno dei video più visti sul web, scatenando dibattiti e lunghe discussioni.

Il video non è più disponibile per motivi di diritti d’autore, detenuti da Bbc Worldwide Inc.”.
Questa la laconica scritta in rosso che appare su Google e YouTube se si cerca di aprire il documentario sul Vaticano e i crimini sessuali, realizzato e mandato in onda dall’emittente pubblica britannica nel 2006 e diffuso ormai quasi ovunque in rete. E’ un fatto: se è vero che milioni di persone lo hanno già scaricato e visto - solo 600mila negli ultimi giorni - il filmato dello scandalo è scomparso dai maggiori motori di ricerca, Google in testa, e di conseguenza da YouTube, il più popolare sito di video, anch’esso di proprietà del colosso di Mountain View.
Le motivazioni ufficiali sono legate alla protezione del copyright: la Bbc ha infatti venduti i diritti per la trasmissione del documentario in Italia alla Rai - costo 25.000 euro - e il video andrà in onda il 31 maggio nel corso della trasmissione ”Annozero” condotta da Michele Santoro. Ma c’è chi non esclude che siano entrati in gioco anche altri fattori: il Vaticano ha protestato in modo deciso contro la diffusione del video in rete, e il quotidiano Avvenire si è scagliato contro il filmato, definendolo un ”infame calunnia via internet”.

Comments

Scrivi un tuo commento